N.B. Se avete del materiale inerente a questa sezione, vi prego di farmelo avere, sarà mia premura riconsegnarvi il tutto quanto prima!
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Sono gli anni sessanta, arrivando a Vallico Sopra dalla via maestra, appena passato il ristorante finiva l'asfalto ed iniziava la piazza, uno sterrato di una settantina di metri in leggera salita, delimitata da una parte, per tutta la sua lunghezza da una roccia sovrastata da un muro alto alcuni metri, dall'altra divisi dalla strada, dal ristorante e dalla parete del Pradotondo; il bello è che per tutti quella piazza non era un parcheggio ma un campo sportivo; perchè, come a Vallico Sotto, la piazza era il nostro "stadio" della Palla Elastica.
In quegli anni c'era stata la svolta storica di questo gioco si era infatti passati dalla palla di cuoio a quella di gomma, i nostalgici sbuffavano ma il gioco era diventato molto più spettacolare con scambi più lunghi in quanto la palla di gomma rimbalzando molto di più restava più a lungo in gioco.
Noi, all'epoca bambini, scalpitavamo, ma al sabato ed alla domenica per noi non c'era posto, al massimo potevamo, anzi, se eravamo in zona dovevamo, recuperare le palle perse dai "grandi" nel solco o nel Pradotondo.
Moltissima gente assisteva alle infinite sfide tra i due fenomeni di quel momento, Giovanni Forischi detto "Tonci" di Vallico Sopra e Pardini Renzo detto "Boccino" di Vallico Sotto, non importava chi avevano in squadra, quasi sempre ottimi giocatori, i protagonisti erano loro; il campanilismo era molto sentito, le loro sfide interminabili, ognuno era leggermente avvantaggiato a casa sua, un pò per le caratteristiche fisiche un pò per la configurazione della piazza, il gioco nelle due piazze era molto diverso, in ogni caso lo spettacolo era sempre elevato.
Le sfide tra questi due atleti per molti anni appassionarono anche i villeggianti ed i clienti del Ristorante "La Baracca", locale molto in voga in quegli anni, che dopo il pranzo si fermavano per vedere quello spettacolo anche se spesso non ne capivano le regole.
Alla fine nessuno dei due è prevalso sull'altro e forse è giusto così.
Oggi la piazza è molto più bella di allora però quello che prima era un campo da gioco ora, se pur d'estate molto affollato è esclusivamente un parcheggio, ed ha perso tutti i significati e tutta la poesia di quei tempi, non è più un luogo di aggregazione ne per i grandi ne per i piccoli, non è più il nostro "stadio".
Noi quarantenni e chi è più vecchio di noi certamente notiamo la grande differenza, sarà forse che andando in la con gli anni ci si intristisce e si diventa più malinconici ma veramente tante cose ci mancano e non ci manca solo giocare a Palla Elastica. Ci manca la festa di San Michele, ci manca il 7 Febbraio, ci manca la festa dello Scrannone per carnevale; ci mancano il Maggio e la Moresca; ci mancano le veglie nelle case fino a giorno a giocare a carte, ci mancano quei personaggi che partivano a piedi per i paesi vicini e tornavano dopo due o tre giorni, dopo aver consumato quantità industriali di vino; ci mancano le satire che queste avventure ispiravano; ci manca quell'allegria; ci manca...forse ci mancano solo i nostri vecchi perchè loro tutto questo lo avevano, ce lo hanno tramandato, ma non siamo stati capaci di coltivarlo.
Giovanni Bertoli Barsotti (Livio)
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